NOI CI SAREMO

In questi giorni molti Novellaresi avranno notato striscioni, cartelli o lenzuola sui muri e sulle recinzioni della nostra Casa Protetta (le lettere maiuscole non sono casuali).

Ora, vorrei spiegare alcune cose, cercando di rendere semplice ciò che semplice certamente non è. Ma conto sul fatto che qualcuno prima di esprimere giudizi si prenda magari la briga di approfondire, senza fermarsi a titoli o slogan.
Una premessa: i Servizi Sociali a #Novellara rappresentano il cuore della nostra comunità, il fulcro dell’agire politico-amministrativo, la spina dorsale della nostra storia. I cittadini che frequentano i nostri servizi ne conoscono bene l’articolazione, la progettualità, la passione. Più di dieci anni fa, allo scopo di gestire al meglio i servizi, il Comune creò l’Istituzione dei servizi sociali #Millefiori. L’esperienza di “Millefiori” è stata straordinaria e importante fino a che -purtroppo- l’Istituzione come strumento ha incontrato vincoli normativi imposti dal legislatore che l’ha resa difficilmente gestibile.
Oggi siamo di fronte a un bivio e occorre prendere una decisione in merito alla gestione che vogliamo per il futuro.
Il primo requisito è per noi quello di mantenere il controllo pubblico, cioè del Comune di Novellara, su un patrimonio che, come ho detto prima, è la storia stessa della nostra Comunità. Una delle strade che abbiamo esplorato è quella della #AziendaSpeciale, una forma organizzativa che permetterebbe al nostro Comune di restare a capo dei servizi, ritrovando la possibilità di governare, progettare, assumere personale, insomma, in poche parole, garantirne la qualità, più di qualsiasi altra alternativa valutata.
Cos’è l’azienda speciale? Non è un privato! L’azienda speciale è uno strumento pubblico (non lo dico io, lo dice il TUEL – Testo Unico degli Enti Locali). Sappiamo bene che l’eventuale trasformazione in azienda speciale pubblica comporta cambiamenti contrattuali per il personale dell’Istituzione; per questa ragione da oltre un anno stiamo approfondendo la cosa per garantire il massimo al nostro personale, in termini contrattuali, di tutela, di qualità del lavoro. Certamente, qualora optassimo per l’Azienda speciale pubblica, il nostro personale non sarebbe immediatamente traferito, ma ci prenderemmo un tempo di almeno 3 anni per valutare attentamente e responsabilmente il tipo di contatto che non potrà comunque mai essere penalizzante confronto ad oggi.
Rispetto profondamente il ruolo dei Sindacati, rispetto e comprendo le inquietudini del personale, ma respingo una comunicazione sbagliata, volta a creare confusione, a creare paure nei nostri utenti e tra i cittadini, e a gettare discredito sul Comune, paventando prospettive minacciose come “Noi non ci saremo” (grazie comunque per avere pensato anche a una pietra miliare della musica 😉), slogan come “no al privato”, “non ci svenderemo”.
Lavoriamo invece insieme per costruire il progetto ideale per la nostra città, in cui Novellara continui a gestire i propri servizi, investendo e progettando per il futuro, perché qui nessuno intende svendere né tantomeno privatizzare, tutt’altro.
Visto che le idee non si affidano a post, volantini o striscioni, propongo a tutte le persone interessate alla questione di parlarne insieme, appena dopo le feste, così ci confrontiamo in una assemblea pubblica guardandoci negli occhi e mettendoci la faccia, come ci piace fare e come abbiamo sempre fatto. Noi ci saremo.

Elena Carletti

 

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