PD, ritrovare Orgoglio e Fiducia

Scatti di una legislatura, in vista delle elezioni del 4 marzo prossimo

Siamo ai titoli di coda di questa difficilissima XVII Legislatura, iniziata nel pieno di una crisi economica ( 4 punti in meno di PIL nel biennio 2012 / 2013 ). Le Elezioni di febbraio 2013, quelle per intenderci del celeberrimo “Smacchiamo il giaguaro”, non ebbero né un vincitore né una maggioranza ( in Senato in particolare ) e quello stesso giaguaro risultò, ahinoi, indelebile. Una situazione politica ed economica iniziale non certo confortante e che non possiamo dimenticare in questa analisi.

L’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con una sorta di “mandato esplorativo”, incaricò comunque Bersani, il quale le provò tutte pur di formare un Governo. Si giunse persino ad una diretta streaming con i 5Stelle, che si sottrassero ad una “assunzione di responsabilità” in un momento difficile per il paese. Si negarono ad un Governo sia di responsabilità istituzionale, sia di supporto anche “esterno” alla maggioranza. Giorni difficili, resi ancor più drammatici dalla mancata elezione al Quirinale di Franco Marini prima e Romano Prodi poi. Si pensò ad una Legislatura già soffocata in culla.

Quali soluzioni ? Un nuovo governo guidato da “tecnici” ? Non plausibile. Era appena terminata l’esperienza del Governo “lacrime e sangue” di Mario Monti, il quale, peraltro, raggiunse un risultato modesto alle elezioni politiche 2013. Non poteva essere quindi giustificato un nuovo incarico, dopo una tale bocciatura popolare.

La via verso un governo di “larghe intese” era quindi tracciata. Graditi o meno, gli accordi bipartisan sono apparsi come unica soluzione. Per senso di “responsabilità” e “dovere istituzionale”, nonché in qualità di primo partito, il PD vi ha aderito. Qui c’è la differenza tra populisti e riformisti. I primi ( Lega, M5S e Non votanti ) si fermano alla denuncia dei problemi e vanno a “caccia” di colpevoli o presunti tali senza risolvere i problemi, i secondi ovvero i riformisti provano ad individuare soluzioni ai problemi, ed è questa la strada che il PD ha perseguito.

Ecco allora, che i giochi possono partire. E’ il 27 aprile 2013 e, con l’appoggio trasversale di Bersani, Berlusconi e Monti, Enrico Letta sale a Palazzo Chigi. Il suo Governo non durerà neanche un anno. Con la vittoria di Renzi alle primarie, Letta lascerà il posto al “lanciatissimo” neosegretario PD. Il quale governerà per oltre 1.000 giorni fino alle dimissioni, presentate a seguito dell’esito referendario del 4 dicembre 2016. Renzi lascia quindi Palazzo Chigi e al suo posto, storia assai più recente, arriva Paolo Gentiloni. Il quale si propone e propone il Partito Democratico come forza tranquilla di governo.

Ed è su questa dicitura “forza tranquilla di governo” che con orgoglio voglio ricordare solo una parte delle riforme e delle leggi varate nei governi sopracitati. Per alcune citerò il riferimento normativo affinché ogni lettore possa, eventualmente, prenderne visione e conoscenza.

Legge Dopo di Noi, n. 112 / 2016. Legge sulle Unioni Civili ( Cirinnà ) n. 76 / 2016. Legge n. 110 / 2017 che introduce il reato di tortura. Legge che istituisce il biotestamento, approvata il 14 dicembre scorso. Legge contro il femminicidio n. 119 del 15 ottobre 2013. Legge sul Divorzio Breve, n. 55 del 6 maggio 2015. Legge contro il caporalato, n. 199 del 29 / 10 / 2016.

A questi provvedimenti di diritto, si aggiungono poi: legge per il contrasto al consumo di suolo del 13 / 05 / 2016, legge contro lo spreco alimentare n. 166 del 2016, legge n. 68 del 22 / 05 / 2015 di riforma dei reati ambientali ed infine la legge quadro sulla ciclabilità del 21 / 12 / 2017. Si ricordino poi le riforme: della pubblica amministrazione n. 124 / 2015 ( Madia ), della giustizia n. 103 / 2017 ( Orlando ), Jobs Act ( legge di riforma del diritto del lavoro ) e la cosiddetta legge della “Buona Scuola”. Sono poi state introdotte misure di contrasto alla povertà e a sostegno di persone e famiglie quali: il reddito d’inclusione, il bonus bebè, l’anticipo pensionistico, la quattordicesima ai pensionati ed il “famoso” bonus degli 80 euro.

Questi provvedimenti, non esauriscono le proposte del Partito Democratico. A mio avviso, temi quali: disincentivo ai contratti precari, lotta all’evasione fiscale, tutela del territorio, ambiente, riduzione cuneo fiscale con conseguente aumento delle retribuzione medie, tutela dei risparmiatori ed il riaffermarsi della progressività dell’imposta, sono elementi prioritari da inserire nella prossima agenda elettorale.

In questi anni abbiamo lavorato tanto e certamente abbiamo anche sbagliato qualcosa, ma si è creduto nei DIRITTI, nel SOCIALE, nella CULTURA e nel PAESE. Abbiamo cercato di fare, di metterci la faccia, prenderci responsabilità nei vari livelli istituzionali per trovare soluzioni, provare a migliorare il paese e la vita dei cittadini. Siamo consapevoli che non sempre si fa la cosa giusta per tutti. Chi fa a volte sbaglia, è chi non fa e parla soltanto che non sbaglia mai.

Dopo questi cinque anni di governo, possiamo ritenerci soddisfatti di quanto fatto. Con orgoglio possiamo affrontare una campagna elettorale che contrasti quel vento neofascista e populista che soffia non solo in Italia, ma in tutt’Europa. Ritroviamo poi fiducia e che questa sia contagiosa ai tanti elettori novellaresi!

di Daniele Panciroli

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